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Sunday, October 29, 2017

EDOARDO PASTEUR DANGEROUS MAN È L’ALBUM D’ESORDIO DEL SONGWRITER GENOVESE



Un sound fortemente influenzato dal rock d’autore d’impronta americana si fa perno di un percorso narrativo che, ponendo le proprie radici nella letteratura e nel cinema d’oltreoceano, sa coniugare a perfezione ricchezza di contenuti e capacità d’intrattenere.

Dangerous man” è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall’autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen a Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.


I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l’influenza che sull’autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all’ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all’attualità contemporanea.




TRACK BY TRACK
. L’album si apre con Big Fish, ispirato all’omonimo cult movie di Tim Burton. E si apre in grande, con questa musica suggestiva e grintosa, e con liriche asciutte e poetiche che raccontano la storia del main character, che si sovrappone al rapporto di ammirazione dell’autore nei confronti del padre, anch’egli un “big fish in a small pond”, come l’eroe del film.
. Il secondo pezzoDangerous Man, ispirato da Seven Pillars of Wisdom di T.E. Lawrence, dà il titolo all’album e con la sua atmosfera onirica parla dei liberi pensatori, dei sognatori, uomini pericolosi da cui occorre stare alla larga.
. Il terzo pezzo è la suggestiva e commovente Brothers (Paris, 13th November 2015), dedicato alle vittime del Bataclan. Raise your hands to the skies, west of Moon, east of Sun, hold your breath in a silent prayer, ask the wind the tale of life…”.
. Fire (Prometeus Song) si rifà alla mitologia greca ed è la storia in salsa rock del fuoco rubato agli dei per farne dono agli uomini.
. Let it rain è una poetica ballad che trasmette magiche suggestioni.
Princess gaze è una favola, che con le sue cornamuse e l’atmosfera affascinante da Highlands scozzesi racconta un incantesimo che si spezza grazie a una canzone d’amore.
. The Runaway train è la storia di un addio, di un appuntamento sul fiume per un ultimo bacio prima della partenza verso un simbolico Ovest.
. Hey hey you (The warriors) è un pezzo molto dylaniano, ispirato a un altro cult movie, I guerrieri della notte di Walter Hill, la storia della favolosa fuga di una gang giovanile in una New York notturna. Cattura le suggestioni e la magia della giungla d’asfalto metropolitana.
Come sit by my fire è una sognante e suggestiva dichiarazione d’amore, con le sue liriche evocative e piene di poesia.
Whatever it takes è ispirata a coloro che in tutti i tempi e a tutte le latitudini hanno attraversato i mari, veri o simbolici. Piena di fascino e di passione.
I got a name è assieme una appassionata dichiarazione d’amore verso la vita e un’invettiva verso coloro che vogliono rubare i nostri sogni. “Frankly speaking, I don’t give a damn” è una divertente citazione della battuta più famosa della storia del cinema, quel “francamente me ne infischio…” detto da Rhett Butler in Via col vento… E non manca una finale citazione kiplingiana, quell’unforgiving minute della poesia “If”.
Carry the fire è una struggente rock ballad, ispirata da The Road di Cormac McCarthy.
. E, per finire, un’autentica chicca, la sorprendente Child of the storm, che ospita la cantante EleNina Barberis, con una struggente recitazione in stile Leonard Cohen inframmezzata da una bellissima e appassionante parte cantata.
Autoproduzione
Pubblicazione album: 10 luglio 2017



BIO
Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l’onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americano, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all’amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.



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Friday, October 27, 2017

“Ragazzi di carta” e “Lo spazio nel mezzo” ad Imperium Artis

Sabato 28 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso lo spazio “Imperium Artis” in via S. Giovanni in Laterano 228-232 a Roma, Le Mezzelane Casa Editrice presenta l’autore Marco Mazzanti con la raccolta “Ragazzi di carta” e l’autrice Maria Rosaria Ferrara con “Lo spazio nel mezzo”. Le letture sono a cura di Chiara Ferrara e Chiara Pavoni.

SERGIO CASABIANCA “PRENDIMI LA MANO” È IL SINGOLO DEL “CANTA-ATTORE” RIMINESE ESTRATTO DALL’ALBUM “SORRIDO LIBERO” PUBBLICATO NELLA PRIMAVERA 2017



L’artigiano della musica che ha saputo fondere musica, prosa e cabaret, dopo prestigiose partecipazioni (Castrocaro, Sanremo Rock) e numerose collaborazioni (Zucchero, Irene Fornaciari, Paolo Vallesi, Marco Moretti, Marco Baldazzi ecc…), presenta un intimo e denso brano che abbraccia la sfera delle emozioni.



Il singolo, come tutte le intuizioni più vere, nasce in modo spontaneo in un momento particolare di riflessione, dove ogni certezza perde forma, rendendo l’autore vulnerabile all’attacco di quelli che il cantautore stesso definisce “lupi”. Lupi che non gli permettono di raggiungere l’essenza delle cose. Ed ecco allora “Prendimi la mano”, un grido rivolto ad un amore, ad un amico, ad una mamma…al destino, per ritrovare la forza di essere se stesso senza il timore di mettersi a nudo.

L’autore è convinto che tutte le richieste vengono raccolte da una forza universale che ci permette di vedere più lontano di dove siamo adesso e ci porta verso un posto più pulito dove non ci sono dubbi né incertezze, ma solo l’avversarsi del nostro sogno, pronti per accoglierne un altro.
L’arrangiamento ha una sonorità che naviga tra il latino e il reggae ed esprime gioia attraverso la sua ritmica, in cui la tromba canta la sua voglia di fare arrivare un messaggio profondo dentro il cuore di ognuno, mentre le percussioni danno un colore caldo e avvolgente.



Il brano è estratto dall’album, pubblicato la scorsa primavera, “Sorrido libero”, diventato anche uno spettacolo musico-teatrale, presentato al teatro Novelli di Rimini sempre nella primavera 2017. Sorrido Libero è un messaggio, un modo di vivere la vita sapendo godere delle cose semplici ed essenziali, con la certezza che l’Amore spontaneo rimane la più grande forza dell’uomo. Quell’amore che giorno dopo giorno sembra perdere il suo significato più profondo. Un amore universale, l’amore per tutto ciò che ci circonda e per ogni essere vivente; il rispetto verso tutto ciò che non ci appartiene, ma che fa parte della nostra vita.

Testi e musica: Sergio Cenci (Sergio Casabianca)
Arrangiamenti: Francesco Montesi
Produzione: 3 Sound Record
Radiodate: 1 settembre 2017


BIO
Sergio Cenci, in arte Sergio Casabianca, è un cant-attore riminese. Comincia la sua carriera come cantante e cabarettista suonando la chitarra nei locali del riminese. Dotato di grande capacità comunicativa, insieme ad alcuni amici organizza a Rimini uno spettacolo dal titolo “Festival della musica sciancata”, rassegna dedicata a musiche famose rivisitate in chiave ironica, presentato da Alessandro Greco. Dopo essersi proposto al pubblico interpretando cover di grandi artisti, comincia a dedicarsi alla composizione di suoi testi e musiche, esprimendo così appieno le sue doti.  Musicista da diversi anni, ha partecipato ad importanti manifestazioni come l’apertura del concerto  di  Zucchero  a  Parma,  Castrocaro,  Sanremo  Rock  e  altri  spettacoli  a  livello nazionale,  collaborando  con  grandi  artisti  della  musica quali  Giulio  Capiozzo  e  Paul Manners; vanta inoltre numerose collaborazioni artistiche con personaggi dello spettacolo quali: Irene Fornaciari, Filippo Graziani, Paolo Vallesi, Iskra Menarini, Cristina Di Pietro, Andrea Mingardi, Marco Della Noce, Alessandro Politi ed infine i Nomadi aprendo il loro concerto a Rimini nell’occasione del Rose & Crown summer festival 2017.
L’incisione del singolo “Che bambola” lo ha visto ospite di importanti trasmissioni televisive come “Il Senso della vita” con Paolo Bonolis e “Geo & Geo”.
Pubblicherà successivamente i seguenti album:
Moda...no grazie! (2003)
Mendicante d’amore (2006)
E grida… il Mondo (2007)
L’indiano (2009)
Quando sarò grande (2011)
Sorrido libero (2017)
Il genere musicale appartiene alla tipologia dei cantautori, i brani sono scritti dallo stesso Sergio   danno voce all’amore e alle contraddizioni del mondo.  Per coltivare la sua passione per la musica e il suo forte impegno nel sociale (Sergio ha fondato e sostiene la Onlus “Una goccia per il Mondo” di Rimini), chitarrista e voce del suo gruppo musicale, si esibisce nelle piazze e nei teatri nazionali insieme alla sua band.
Personaggio poliedrico, dotato di mille risorse, da alcuni anni Sergio si è avvicinato anche al mondo del teatro scrivendo e interpretando, in collaborazione con i registi Marco Moretti e Marco Baldazzi, diversi spettacoli e ottenendo sempre un grande successo di pubblico.


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Player dell'album SORRIDIO LIBERO http://3sr.me/sorridolibero_player

Monday, October 23, 2017

ANDREA SETTEMBRE “UN MONDO PER NOI” è la colonna sonora del film sul bullismo diretto da Ettore Pasculli “THE WORLD OF HOPE”


Il brano cantato dal giovanissimo artista accompagna un film incentrato sul delicato tema della pre-adolescenza e dell’insicurezza nel mondo delle scuole, facente parte di un più ampio progetto multimediale di sensibilizzazione sociale.



Un mondo per noi” è il secondo singolo estratto dall’Ep di Andrea Settembre. Il brano è stato scelto dal regista Ettore Pasculli come colonna sonora del film “The world of hope” soprattutto per i contenuti del testo, che inneggia al coraggio e alla ricerca della propria forza interiore con un linguaggio giovane e moderno. Forza di ricominciare, di rialzarsi nonostante le avversità di chi si ritrova in quella delicata fase della vita che è l’adolescenza. Credere all’impossibile, credere nelle proprie forze e in quelle di chi ci ama e ci sostiene, per realizzare i desideri, per fare avverare i sogni, capaci di attraversare muri e barriere e di cambiare in meglio la nostra vita. Un testo pregno di significato inserito in una musica dal sapore fortemente internazionale che sposa la filosofia del pensiero positivo che Andrea ci ha già fatto assaporare nel suo ultimo singolo estivo “SU”.

Il progetto multimediale “The world of hope” è stato realizzato grazie all’Associazione no-profit “SARDI & FRIENDS”, in collaborazione, con la società di produzione Silvio Sardi Communications di Milano e grazie al supporto concesso dai Patrocini dell’Osservatorio Nazionale del Bullismo e del Dopingdall’Agis Scuola, dal Corriere della Sera, dalla Regione Piemonte, dalle Amministrazioni Comunali di Cardano al Campo (Va) e di Gallarate (Va), dalla Fred Mello, dalla Doniselli e dall’Accademia Professionale Trucco Artistico di Milano.


Questa iniziativa si basa sulle seguenti opere: il libro “The World of Hope” scritto da Ivan Maruzzi e pubblicato da Lineadaria Edittrice di Biella; il film “The World of Hope” diretto da Ettore Pasculli, scritto da Silvio Sardi, Ettore Pasculli, Anna Juricic e interpretato da Tommaso Gribaudo, Luca Cagnetta e Alice Marchio oltre ad altri 32 giovani attori minorenni; la canzone “Un Mondo Per Noi” cantata da Andrea Settembre e scritta da Raffele Andrea Viscuso; il videoclip del brano “Un Mondo Per Noi” che sarà pubblicato a breve sul canale YouTube del giovane Andrea; il sito web www.theworldofhope.it realizzato da Marius Drinceanu e le pagine social di facebook www.facebook.com/twohope/ ed Instagram.

L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare gli adolescenti sui questi temi, utilizzando anche il circuito scolastico, grazie ad educatori specializzati che andranno in tour nelle scuole medie italiane nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 per confrontarsi con gli adolescenti, i genitori e gli insegnanti.






BIOGRAFIA DI ANDREA SETTEMBRE

Andrea Settembre nasce a Napoli ed ha 16 anni. Nonostante la giovanissima età ha un CV di tutto rispetto. Ha preso parte alla serie televisiva “Se stasera sono qui” condotto da Teresa Mannino su La 7 e alla XX edizione del Concerto di Natale presso il Teatro della Conciliazione in Roma trasmesso su Rai 2. Qui duetta con i Modà. Il 2013 si distingue per la partecipazione alla trasmissione di Canale 5 “Io Canto 4” (in squadra con Claudio Cecchetto) che lo renderà noto al grande pubblico ed avrà l’occasione di duettare con Nek. Seguiranno l’incisione del suo primo inedito (“Lasciami cadere”) per la casa discografica RTI. Tra le varie partecipazioni televisive, il reality “Fattore Umano” trasmesso da Italia 1 e “I Fatti vostri” in onda su Rai 2 condotto da Giancarlo Magalli.
Collabora in veste di responsabile e speaker con “Radio Immaginaria” (l’unica radio formata da adolescenti in Italia) ed è inoltre uno Youtuber molto seguito; le sue cover di grandi artisti (Justin Bieber, Sam Smith, One Direction…) contano migliaia di visualizzazioni sul suo canale YouTube.
Quest’estate il suo singolo “SU” è arrivato primo nella classifica indipendenti ed ha anticipato il suo Ep “The world of hope” ora in vendita su tutti gli store digitali



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Sito 

MATRIOSKA “STORIA DI UNA STORIA MAI NATA” È IL TERZO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “OCCHI MOSSI” PUBBLICATO NEL 2016



Una minuziosa tessitura musicale, tanto leggera quanto ricercata, accompagna un testo vagamente romanzato e fortemente evocativo.


Storia di una storia mai nata” nasce dalla collaborazione tra diversi autori e compositori, partendo da esperienze dirette, vissute, fino all'aver fissato sulla carta un racconto parlato, accolto e raccolto da atmosfere suggestive e da un taglio narrativo incantante. Il profilo sonoro si tesse sulla base di accordi e giri armonici tradizionali che si affacciano su arrangiamenti dalle sonorità differenti. Il filo conduttore della canzone è una voce sempre presente e ricca d’enfasi. La melodia di pianoforte è in contrappunto con quella vocale del ritornello.  





L’album “Occhi mossi” - entrato in classifica iTunes al #3 posto nella graduatoria ALTERNATIVE e al #17 posto in quella ALL GENRES - per la prima volta nella storia della band, tocca frangenti musicali mai considerati prima. La vena cantautorale è molto più forte e presente, condizionata dai generi musicali apprezzati da Antonio di Rocco e Luca Nobile, autori, compositori e direttori artistici dell'album.

DICONO DI LORO

«Le canzoni dei Matrioska rimangono sempre piuttosto fresche, nonostante i vent’anni di carriera […] l’energia che la band esprime è sempre consistente, e il disco nel suo complesso piuttosto divertente». MusicTracks

«I Matrioska, dimostrano di essere una band che possiede dei meccanismi ben oliati in fase di scrittura […] Occhi Mossi resta comunque un gran bel regalo di compleanno per questo ventennale, altro che il solito banale greatest hits». Music Coast To Coast

«I Matrioska sanno ancora raccontare con energia e in modo diretto i contesti della vita che li inglobano e li fanno diventare essi stessi materie in grado di restituire al punk e al rock spruzzato di ska, la giusta dignità». IndiePercui

«I Matrioska […] estraggono dal cilindro quello che è probabilmente il miglior album della loro carriera, il più compiuto, il più serio». Music Map

Etichetta: Maninalto!

Registrato e Mixato da Alessandro Caneva @ MOBSOUND Recording Studios - Milano (www.mobsoundstudios.it)
Masterizzato da Andrea "Berni" De Bernardi @ ELEVEN MASTERING (www.elevenmastering.com)

BIO

Matrioska sono una band formatasi nel dicembre del 1996 a Milano. Il sound proposto nasce da una fusione di vari generi musicali, spaziando dal pop al rock and roll al punk, senza dimenticare la matrice ritmica più calda e sincopata tipica dei primi dischi, sulla quale si inseriscono le melodie e i testi del cantante Antonio Di Rocco. Sono diventati una band rilevante nella scena alternativa italiana.
1997: i Matrioska[1] nascono dall’incontro tra Antonio Di Rocco (voce[2] della band) e Matteo Spada (chitarrista), che da subito propongono, in un mix felice di pop, rock, punk e ska, musica ballabile con testi in italiano. Il primo tape autoprodotto "Matrioska e la Buz band "diviene ben presto introvabile, così come il successivo cd singolo "Can che abbaia divora”.
1999: oltre 200 concerti tra centri sociali e festival in tutta Italia fanno del gruppo una delle realtà più interessanti del panorama indipendente. A maggio esce il disco d'esordio "Passi se è la prassi”, suscitando l’attenzione di media locali e nazionali e la prima release ufficiale dei Matrioska entra subito nella classifica “Borsa Indies” del mensile “Musica & Dischi”.
2000: è l’anno della consacrazione. Nel mese di marzo i Matrioska partecipano alla trasmissione radiofonica “Patchanka” su Radio Popolare Network. Partecipano al tour "Canzoni e Cicogne", come ospiti del cantautore Roberto Vecchioni, e vengono poi prodotti dall’etichetta Sonora. A fine anno, nel corso di una memorabile esibizione in Piazza Duomo a Milano, Antonio Di Rocco duetta con il premio Nobel Dario Fo.
2001: esce il nuovo attesissimo disco dal titolo “Stralunatica”.
La presentazione della nuova fatica discografica avviene al Rolling Stones di Milano.La matrice pop e punk è sempre più consistente, anche se si intravede una più matura convergenza verso sonorità più eterogenee, a conferma dell’ormai prossima acquisizione di uno spessore musicale più marcato. La forte partecipazione di pubblico in tutta la penisola porta la band ad un incessante e proficuo periodo di performances live.
2002: è il mese d'aprile ed esce il video del singolo "Che velocità ". Ottobre 2002: esce “La domenica mattina”, il terzo disco ufficiale, interamente autoprodotto dagli stessi Matrioska. Esce il video del brano che dà il titolo all’album, “La domenica mattina” e ricomincia un altro tour nazionale che si prolunga per tutto il 2003.
2003: esce il video “Non voglio” più, estratto da “La domenica mattina”, in estate i Matrioska partecipano al Tora Tora Festival.
2004: esce il quarto disco, “La prima volta” anche questo autoprodotto e anch’esso coronato da un lungo e fortunato tour promozionale.
2006: esce "Lo strano effetto che fa" Il lavoro, primo disco live seguito da un tour che partendo dall'Alcatraz di Milano conferma il grande affetto di pubblico. Esce il singolo “Partita di pallone”, di cui viene realizzato anche un videoclip.
2007: esce il singolo “Cielo di settembre”.
2011: in autunno vengono pubblicati i singoli “Per 2 persone” e “Qualcosa dovrà pur succedere”.
2012: i Matrioska lavorano al loro quinto album, più sperimentale a livello contenutistico rispetto ai precedenti lavori ma dalle sonorità e dall’impatto tipicamente propri dello stile che ha fatto del gruppo una realtà nazionale di riferimento per chiunque apprezzi il genere punk-rock-ska italiano.
Giugno 2012: esce il singolo “Come mi vuoi” che anticipa l'uscita del nuovo album.
2013: esce "Cemento" quinto disco ufficiale della band, più sperimentale a livello contenutistico ma percorso dalle stesse sonorità che hanno fatto dei Matrioska una realtà di riferimento per chiunque apprezzi il punk-rock-ska italiano.
2014: la band si concentra nella realizzazione del “Bootleg”, un disco creato ad hoc per dimostrare la gratitudine verso i fan, creando un supporto contenente alcune tracce live e svariati provini originali di quelle che successivamente sono divenute canzoni di successo e contenute nei primi due album.
2016: è uscito il loro singolo “Occhi Mossi”, che anticipa l'omonimo album distribuito a maggio dello stesso anno.

Antonio Di Rocco - voce
Luca Nobile batteria
Witmer Cislaghi - Tastiere
Simone Francioni - basso
Matteo Ricci - trombone, harmonizer
Marco Franchini - chitarra elettrica

Monday, October 16, 2017

VALLANZASKA “ORSO GIALLO” È IL NUOVO ALBUM DELLA SKA BAND



Il ritmo in levare si mescola a sonorità pop rock e l’ironia si intreccia a una scrittura pulita, per un cambio di sound che traccia il nuovo percorso della band milanese.


Con “Orso giallo” i Vallanzaska affrontano il tema dell'ansia, uno dei motori del mondo contemporaneo. Freschi dei festeggiamenti per i 25 anni di attività, la band milanese ha dato vita a un progetto discografico che non è una facile “minestra riSKAldata”. La Dava, Lucius, Skandi, Spekkio e Vanny, con la tromba di Francesco Piras e la batteria di Davide Bini, sono tornati in studio per mettere su disco un percorso nato e cresciuto durante i live, con brani che rimettono in discussione il sound, gli arrangiamenti, lo stile, la scrittura delle canzoni, scegliendo anche un’insolita copertina firmata dal cantante Davide Romagnoni.


Guarda qui il video di “Assessore”:


Pubblicazione album “Orso giallo”: 29 settembre 2017
Etichetta discografica: Maninalto! Records


TRACK BY TRACK



Assessore” - il malcostume quando è stile di vita di piccoli potenti, in Italia è motivo di vanto e non di vergogna. Ed è facile perdere il contatto con la realtà. L'Assessore che abbiamo raccontato, un concentrato di ignoranza, insito razzismo e arroganza, dichiara candidamente come sia difficile arrivare a fine mese con soli 30 mila mensili. Cercando consenso.
Balla” - una canzone nata per festeggiare i 25 anni dei Vallanzaska, si è trasformata in una istantanea sul mondo dei concerti, sulla longevità delle bands e sulle t-shirts che vedi dal palco quando suoni. Tanti elementi diversi e pensieri che forse non interessano troppo al pubblico, per cui fai ciò per cui sei venuto: balla.

Easy” - il proclama/spot di un terrorista. La canzone si chiamerebbe "Isis", ma abbiamo voluto farne una versione più tranquilla, più easy. Speriamo quindi di non fare incazzare nessuno. E' solo una canzone sul terrorismo.

Ladri di cani” - un mondo e uno stile di vita troppo occidentale, basato su consumi massicci ma di scarsa qualità fa andare l'individuo in corto circuito. Un po' come quando si ripete tante volte una parola e questa comincia a suonarci strana fino quasi ad entrarci dentro. Quando l'individuo si riaccende dopo il corto, ancora senza memoria e non assuefatto da ciò che lo circonda, le immagini del suo mondo gli passano davanti come se le vedesse e vivesse per la prima volta. 

DUBai” - dopo il carcere e appena rilasciato nel mezzo del deserto in piena notte, Davide (cantante) si è diretto a piedi verso le luci di una città. Da quell'esperienza traumatica ne esce una canzone dai toni dub. Qui Sharm el Sheik diventa Dubai in un viaggio onirico dove biciclette d'oro circolano sulle autostrade.
Special” - gli "Specials", band di punta della 2 Tone, sono un totem per i Vallanzaska. La band di Terry Hall è qui omaggiata con un brano che è un mix stilistico di alcune delle canzoni degli Specials più dirompenti, urbane e... speciali. 
Butterfly” - una canzone d'amore puro, quell'amore che ti accende la vita e che sai non sarà eterno.

Quando è gatta” - Canzone che parla dell’erba in tutte le sue forme. Partendo dai luoghi comuni sulla botanica, i Vallanzaska cercano di affrontare il tema del giardinaggio e della legalizzazione in maniera leggera, diversa ed ironica. Musicalmente unisce lo ska a sonorità decisamente più Pop-Rock e il ritornello è il classico tormentone tipico dei Vallanza. “Quando è Gatta” è una canzone a Kilometro-0, Vegan Friendly and Cruelty Free!!

Soia” - Vestito di tutto punto per un colloquio di lavoro, attento a dove va in pausa pranzo, una piccola macchia di soia manda completamente fuori di testa il protagonista della canzone. Sragiona vagando per la città indifferente alla sua tragedia personale dalle mille implicazioni, fino a quando compare il simbolo e il titolo del disco, “Orso giallo”. 

“Io non c’entro” - dissociarsi è colpevole o innocente? E' ancora tecnicamente possibile concentrarsi su sé stessi, per qualche minuto? Canzone egoista e pacifista, balneare e spirituale, una canzone ipocrita.    
Non pogo più” - Il pogo come metafora della vita. Poi si cresce, si va al lavoro tradizionale, si cambia vita; quelli erano vecchi tempi, la famiglia chiama. E da ex pogatore ora represso, cominci a odiare i musicisti e il pogo. Poi però ci ripensi, magari in mezzo ad un vagone di una metropolitana di ritorno da una stressante giornata di lavoro. Ci ripensi e capisci che non pogare più è una cazzata. 
Sei qui” - A tutti succede di perdere qualcuno per strada, e anche a noi è mancato all'improvviso Angelo, nostro fonico per tanti anni. Così, come torna a trovarci nei pensieri e nei ricordi, torna anche in questa canzone che lo vuole qui con noi.

Ragazzo distratto” - La seduzione si basa anche sul saper sfruttare i propri difetti, spesso ridendoci sopra.
Eh? Dicevi?”
Donald Trump” - una canzone di fantapolitica. La Storia ci ha riservato un futuro incredibile dove tutto quello che è successo prima del 2017 non conta più niente, perchè il 2017 è l'anno dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. E tra migliaia di anni sarà ricordato come il vero “Inizio Dei Tempi”.



BIO
Vallanzaska sono un gruppo storico italiano, pionieri della musica ska punk e attualmente una delle ska band più famose d’Italia. Attivi dal 1991, hanno pubblicato 10 album in studio e varie hit di successo come “Cheope”, “Reggaemilia”, “Boys from Comasina”, “SisisiNonono”, “Spaghetti ska” e “Generazione di fenomeni”, tutti brani ballatissimi nelle discoteche rock e utilizzati per sigle tv e colonne sonore. "L'orso giallo" è il titolo del nuovo album, in uscita per Maninalto! Records da cui è stato estratto “Quando è gatta” il primo singolo uscito lo scorso maggio
I Vallazaska sono: Davide Romagnoni (Dava) voce, Lucio Contini (Lucius) chitarra, Christian Perrotta (Skandi) tastiera, Luca Specchio (Spekkio) sassofono, Andrea Vagnoni (Vanny) basso, Francesco Piras tromba, Davide Bini batteria.


IRON MAIS IL PIGLIO PROVOCATORIO DELLA BAND COWPUNK TROVA NUOVA ESPRESSIONE IN “CUCÙ”, NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “THE MAGNIFICENT SIX”



Il punto di vista sempre acuto e pungente dei sei istrionici musicisti dà ora vita al racconto musicale che descrive metaforicamente chi vive di rendita senza mai esporsi in prima persona.

Cucù” è un brano che prende un po' in giro gli arrampicatori sociali, le persone prevaricanti, i finti saccenti, e lo fa in modo ironico paragonando la loro vita a quella del cuculo, un uccello che si appropria dei nidi altrui senza fatica e che ha la caratteristica, oltre che del canto, del parassitismo.




Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo.



DICONO DI LORO

«Hanno preso la musica e ci hanno messo dentro il vecchio west in una chiave assai moderna […] ci sanno fare Testa di cane e compagni, sanno ridere e scherzare, ma lo sanno fare seriamente». FullSong

«Attitudine hardcore, propensione all’essere veloci e sarcastici, gli Iron Mais hanno compiuto un ulteriore passo nella loro carriera con The Magnificent Six». Music Coast To Coast

«Un disco che non allenta il tiro neanche per un istante». 100Decibel

«Il nuovo disco degli Iron Mais è travolgente e decisamente vincente sotto tutti i fronti». Musical News

«Il nuovo disco degli Iron Mais, che si intitola The Magnificent Six, tra una citazione bizzarra e l’altra, è un concentrato di intelligenza e gusto». Sound Contest

«The magnificent six è un cd molto diretto, per nulla banale e scontato. Gli Iron Mais sono una vera potenza insieme e hanno un notevole equilibrio nell’affrontare aspetti seri con la chiave satirica che li contraddistingue». Musica Intorno

«Uno dei progetti più interessanti, attraenti e ricchi di bellissima energia». Blog Della Musica

«The Magnificent Six è il miglior lavoro pubblicato finora dagli Iron Mais, una band con un’impronta musicale autentica e riconoscibile». Music Map

«È un disco da avere per questa estate bollente e per un inverno da banditi fuorilegge. E non aspettiamoci altro che il fascino del vecchio west condito di ferrosi andamenti punk a ridisegnare la storia del grande rock psichedelico mondiale». DeaPress

«Un disco che, signori miei, dovete spararvi nelle orecchie ora». Exit Well

«The Magnificent Six è un lavoro gustoso e divertente che non deluderà gli ascoltatori». Blog Foolk

«L’album The Magnificent Six (They Fart like Hunded) può essere definito un lavoro discografico sui generis, difficilmente paragonabile a quello proposto da altri musicisti prima di loro». New Feeling ­­

Etichetta: Maninalto!

Radio date: 8 settembre 2017
Pubblicazione album: 19 maggio 2017

BIO
Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno 
stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).
Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.
La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).