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Monday, March 27, 2017

SUPERSHOCK AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “BORN”


Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio e viene presentato live, in giro per l’Italia, attraverso performance di forte impatto emotivo.

Born”, primo singolo del disco “empty.full”, racconta la nascita di un bambino proveniente dalla luna, che si trova catapultato in un mondo al quale non sente di assomigliare, in mezzo ad “eroi senza sogni che aspettano il nulla” e a bambini già capaci di mentire pur di comandare.
Il nostro “moon hero” non ha bisogno di far parte del processo di civilizzazione della terra, piuttosto rimarrebbe dove si trovava prima, in quel mondo eterno fatto di sogni a prendersi cura delle bambine spaziali.
La chiave di lettura della canzone è ovviamente ironica, così come le sonorità che sostengono la voce, le quali coniugano potenti chitarre distorte in stile rock stoner, con delicati xilofoni, flauti e fischietti.




«L'idea di questa canzone mi è arrivata con la nascita di mio figlio: ho teneramente pensato a lui come un piccolo Ulisse che stava navigando su flutti a senso unico.
Il brano ha però anche un messaggio più serio e universale, descrivendo la realtà di tutti coloro che hanno la testa sulla luna e ne vanno fieri, perché è solo da lassù che si può avere una visione più ampia dell'esistenza». Supershock

BIO

Supershock, alias Paolo Cipriano, è un musicista rock italiano.
Il progetto artistico nasce come trio rock band nel 2002 a Torino e si trasforma in un solo artist project a partire dal 2014. Durante questi quindici anni, ogni occasione è vissuta come la possibilità di sperimentare un nuovo approccio musicale. In particolare Supershock inventa nuove ed alternative applicazioni della propria musica: è infatti internazionalmente riconosciuto per i suoi “cineconcerti”, spettacoli sperimentali creati dalla fusione di musica e immagini, ed anche per le sue collaborazioni nel mondo del teatro.
Dal 2002 ha fatto più di 500 concerti in Italia, USA, Francia, Emirati Arabi e Guyana, collaborando costantemente con prestigiose istituzioni culturali, come il Museo Nazionale del Cinema, il Goethe Institut, Sistema Teatro Torino.
Ha prodotto 10 cineconcerti componendo la sua colonna sonora originale sulle immagini dei capolavori dell'era del cinema muto: "Nosferatu" (2006), "Caligari" (2007), "Golem" (2008), "Metropolis" (2009), ”Viaggio a New York” (2013), "Voyage dans la Lune" (2014), “Silent Porn” (2014), “Taboo” (2015), “Inferno” (2015), “Faust” (2016).
Ha pubblicato 7 album: “Les fleurs du mal” (2003), “Galaxy rodeo” (2005), “Utopia” (2006), “Nosferatu, a horror symphony” (2006), “Caligari” (2007), “Midnight in the garden” (2010), “empty.full” (2017); e 3 DVD: “The Fall of the House of Usher” (2007), “Le pays des aveugles” (2012), ”Viaggio a New York” (2013).
Si è occupato di 8 spettacoli di teatro musicale: “A Woman Left Lonely – Omaggio a Janis Joplin” (2004), “L’ultima notte di Antigone” (2006), “Sotto i cieli del Mondo” (2007), “La Buona Novella” (2010), "Guerra Eterna Menzogna – Voci, Immagini e Suoni dall'Orrore" (2011), “La Storia Siamo Noi” (2011), "Cloruro di Odio – Requiem pour Aigues Mortes" (2011), “Le Pays des Aveugles” (2011). Partecipa inoltre a molti festival di fama internazionale.



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Saturday, March 25, 2017

Porta Portese palco aperto

Domenica 26 marzo a partire dalle ore 10 a Legno&Ferro in via Angelo Bargoni, 60 a Porta Portese tanti artisti si alterneranno con estemporanee di pittura e letture, proiezioni, spunti musicali e visivi. Una maniera semplice e diretta di coinvolgere operatori e spettatori nella ricerca artistica.

Wednesday, March 22, 2017

“CENERE” È LA CANZONE CON CUI LA BAND MILANESE SBARAGLIA IL PANORMA POP MUSICALE ITALIANO


Con già all’attivo una nutrita esperienza nei live e numerose vittorie in importanti concorsi, i quattro giovani artisti presentano ora un potente brano che sviscera la conclusione di una storia d’amore.

Cenere parla della saturazione del rapporto tra due persone che hanno provato a stare insieme:

«Quando tutti ti cercano e l’unica persona che vorresti non ti vede più, ci si accorge di non conoscere bene neanche se stessi scoprendo tutte le proprie debolezze. Inevitabilmente il rapporto finisce e se prima era fuoco, ora è solo cenere».




L’album, la cui uscita è prevista per fine 2017, è prodotto dall’etichetta milanese Rusty Records.


BIO

Poco Di Buono si formano a Segrate (MI) nel settembre 2009 da un'idea di Filippo Gimigliano (voce) e sono composti da Riccardo Ierardi alla batteriaTommaso Sgarbi alla chitarra e Roberto Labriola al basso. La band sin dai primi mesi inizia ad esibirsi in vari locali milanesi con un repertorio di inediti e cover, ma con il passare del tempo sente l’esigenza di lavorare solo su canzoni proprie fino ad arrivare a "Chiara", con la quale si classificano secondi al concorso per aprire il concerto di Ligabue allo stadio San Siro, con più di 3000 voti. Nel giugno 2010 si esibiscono al PalaSegrate al "Concerto per Chiara", una data indimenticabile grazie alla quale il gruppo viene consacrato. Da questo momento in avanti si apre la porta per una lunga stagione di concerti dal vivo. Il tutto culmina nel giugno 2012 alla finale nazionale dell'evento “Emergenza” con concerto all' Alcatraz Milano, una data unica, che rimarrà stampata nel cuore della band e dei loro fans, sempre in crescita.
Tra il 2013 e il 2014 la band inizia a registrare il suo primo album dal titolo "Cambiare il mondo", disco autoprodotte che contiene otto brani originali ed una cover.
Il 22 novembre 2014, con il singolo “Io ti penso qua” la band si aggiudica il primo posto nella categoria inediti al Festival di Macherio, aggiudicandosi anche il premio “Mia Martini”. Grazie a questo si esibiscono anche nella notte di capodanno 2015 in piazza Bra a Verona davanti ad una folla di 40.000 persone per l’evento Grandi Festival Italiani”.
L’uscita del disco apre alla band un’estate piena di concerti in giro per l’Italia, toccando Milano, Lecce, Roma, Modena, Sanremo, Arona e tanti altri piccoli comuni.
Il 20 settembre dello stesso anno la band partecipa tra gli artisti emergenti all’evento “Buon compleanno Mimì” al teatro Nuovo di Milano, esibendosi con artisti del calibro di Masini, Dolcenera, Ron, Michele Bravi ecc.
A febbraio 2017 firmano con l’etichetta Milanese Rusty Records per il nuovo progetto discografico.




Contatti e social

Etichetta Rusty Records: artisti@rustyrecords.net




Saturday, March 18, 2017

FABIO BIALE “LA GRAVITÀ SENZA PESO” È IL NUOVO ALBUM DEL VIOLINISTA E POLISTRUMENTISTA DI ZIBBA E ALMALIBRE



Un viaggio tra Django Reinhardt, l’indie rock e le “Lezioni americane” di Italo Calvino che assicura all’ascoltatore un’esperienza acustica avvolgente, e ricca di ospiti come Zibba, Dario Canossi dei Luf e l’attore Mauro Pirovano.



Dopo la lunga militanza con Zibba e Almalibre e le avventure folk con i Luf, i Liguriani e i Birkin tree, il violinista cantante torna in studio da solo per una nuova raccolta di canzoni originali. Nelle dodici tracce lo swing gitano, il valzer, il canto narrativo ed il rock si incrociano per raccontare storie la cui gravità insegue il segreto della leggerezza: eroi, innamorati, assassini, mendicanti; i disillusi e gli inarrestabili.

Italo Calvino sottolinea che dal sangue della Medusa, che trasformava chiunque la osservasse in pietra, era nato il cavallo alato Pegaso. La pesantezza può essere rovesciata nel suo contrario” racconta Fabio a proposito dello spirito del nuovo album. “Così nello stesso disco convivono protagonisti della Resistenza e maniaci di provincia, chi si lascia andare allo sconforto e chi non smette mai di credere che domani sarà migliore. Tutti fanno parte dell'amara commedia della vita che solo una leggerezza pensosa può alleviare”.




Nel disco, registrato da Rossano Villa presso l'Hilary studio di Sori e masterizzato da Marco Canepa, Fabio Biale è accompagnato da Riccardo Barbera (contrabbasso), Saverio Malaspina (batteria), Fabio Vernizzi (pianoforte), Stefano Ronchi (chitarre), Luca Falomi (chitarre), Marco Vescovi (chitarra manouche), Stefano Cabrera (violoncello), Giorgia Mammi (clarinetto).
Il disco è impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti tra i quali Zibba, Dario Canossi dei Luf e l’attore Mauro Pirovano.



TRACK BY TRACK


. Il bolo isterico – “Il bolo isterico è una fastidiosa sensazione di groppo in gola, come un dito che prema la base del collo, una cravatta troppo stretta. La medicina riconosce questo disturbo fin dall’antichità ma non si può dire che ne sia venuta a capo. Una canzone che vuole essere un urlo (strozzato) liberatorio, una richiesta di consulto medico (gratuito, dopo tanto pagare a vuoto), un pretesto per mandare a quel paese tutto quello che rimane in gola e teniamo dentro fino a farci del male. La musica è uno swing alla Django Reinhardt”.

. Canzoni da more – “Sto andando a Genova. Una bella coda di macchine, fermo sul viadotto del Polcevera. Vedo la città e mi sale una melodia alla Gino Paoli che devo immediatamente registrare col telefono. Senti che come artista però devi dire no alle canzoni d’amore, basta romanticherie. Sono tutte smancerie, cerchiamo di essere concreti: amare rende le cose amare. Però alla fine ti ritrovi con un’ode all’amore coi fiocchi. Un bastian contrario. Ma la risposta è che non si scrivono canzoni d’amore e io ne scriverò”.

. Crapa pelata – “Avevo un minimarket. E una fidanzata a Pisa che aveva l’influenza e il mal di testa. Tra un etto di prosciutto e mezzo chilo di mandarini, le scrivo una filastrocca magica per farle andar via i malanni. Crapa pelata sono io, ma è anche quel personaggio di una canzone swing degli anni Trenta. Così il damerino del Varietà diventa un bottegaio di oggi ma lo swing resta. Torna il ritmo sincopato, le chitarre, i suoni d’artificio per eseguire l’inno all’evasione dalla routine”.

. La caffetteria Bandiani – “La caffetteria era il luogo dove ogni mattina consultavamo gli oroscopi per saper cosa il destino ci stesse preparando. Dove ci innamoravamo di tutte le ragazze che entravano. Dove la barista, a cui per far colpo avevamo fatto credere che stavamo scrivendo la Guida dei cappuccini liguri, era un sogno irraggiungibile. Bandiani, invece, è il soprannome di un fonico di Genova. Non è una caffetteria ma ha registrato la prima bozza di questo brano e si è meritato la dedica, pur senza recensione su TripAdvisor”.

. Albergo Zot – “Una storia di miseria, di ignoranza, di follia quotidiana. Di tristezza senza senso, così comune e così invisibile prima di traboccare nella cronaca nera. La musica fa il paio: schizofrenia, cacofonia; melodie di cortesia, da ascensore, da attesa telefonica. Due voci che rintronano nella testa. Zibba che fa l’anima nera. Il violino che come un tarlo penetra nella mente e scava la sua via disordinata”.

. Da una finestra aperta – “Piove e qualcuno sta suonando da qualche parte. Forse lassù al terzo piano, dove c’è la finestra aperta. Piove ma è estate e fa caldo. Ti ripari in un portone e registri tutto”.

. Gesti – “Capita che fai un viaggio in treno e hai davanti due ragazze, due amiche che parlano tra loro. Io, con le cuffie nelle orecchie, non potevo cogliere i loro discorsi ma consideravo attentamente la loro mimica. Avevo cinquanta secondi di musica abbozzata su un registratore portatile e sentii subito che erano quelli giusti. Quelle note e quel viaggio, un po' ermetici, rieccoli qui”.

. Marzo – “Marzo all’anagrafe faceva Giovanni Battista Canepa. Raccontare che fu un partigiano sarebbe un torto alle mille azioni che fece per la libertà, in Italia e all’estero. Scrisse l’inno della sua brigata partigiana, l’unico in dialetto ligure fra quelli che ci sono stati tramandati: Sutta a chi tucca. Questa canzone è un omaggio all’uomo e a quel brano, e una riflessione sul valore della nostra Resistenza”.

. Sì però non eri qui – “La moglie è rimasta in Sardegna ed io, invece che darmi alla pazza gioia nella notte prima di partire per un giro di concerti in Germania, resto sveglio insonne a casa a sentirne la mancanza. Così nella notte imparo a suonare l’ukulele di mio figlio di un anno e al mattino scrivo questi pochi versi e glieli dedico”.

. Con la mano tesa – “Se un mendicante si innamorasse di te, te ne accorgeresti? Una canzone sugli invisibili che hanno vite, storie ed emozioni, ma brutalmente nascoste sotto un marchio sociale che ci impedisce di vederle. Neanche due minuti di musica per simboleggiare la nostra attenzione fuggevole; si passa e si va”.



. Tutto sommato – “Per due mesi finisco ad insegnare al liceo in cui ho studiato. Ad ogni modo, termina il mandato e durante l’ultima lezione una ragazza mi fa: “Prof, le posso dire una cosa?” “Certo” le rispondo. “Sa che usa sempre l’espressione Tutto sommato? Da quando ho cominciato a segnarlo” e guarda nel quadernetto che ha davanti “lo ha detto 329 volte!”
Ci ho scritto una canzone sul coraggio di essere ciò che vogliamo, sul diritto a spendere il nostro tempo come piace a noi. Che, tutto sommato, con la storia che ho raccontato non c’entra nulla”.

. Viene la musica – “Un flusso di coscienza. Un ordinario racconto di dubbio, turbamento e depressione. Poi viene la musica e tutto passa. Dedicata a tutti noi che la musica ci salva sempre. Un brano ostinato e introverso che si sfoga in un ritornello luminoso, aperto, a maglie larghe. Il violino insegue un fraseggiare alla Lucio Dalla: una smisurata compostezza in una scomposta misura”.

. Rock’n’roll – “Dodici anni, seconda media, tre amici del cuore. Le idee chiarissime sul futuro da musicista”.


BIO

Fabio Biale, violinista, cantante e polistrumentista, dopo gli studi violinistici classici, si dedica alla musica tradizionale del mondo e alla musica d'autore, suonando con svariati artisti fra cui Lou Dalfin, Giorgio Conte, Flavio Oreglio, The Gang, Paolo Bonfanti, Giua.
Dal 2004 fa parte ufficialmente del gruppo i Luf, uscendone per la parte live nel 2011, pur collaborando ancora e comparendo come autore nell'album Mat e Famat del 2013.
Dal 2005 al 2013 è il violinista polistrumentista di Zibba e Almalibre con i quali pubblica tre album. Con loro vince, tra l'altro, il Premio Bindi 2011 con “Anche di lunedì” (di cui è coautore) e il premio Targa Tenco 2012 nella categoria "Album dell'anno” con Come il suono dei passi sulla neve. Dal 2013 è uno dei musicisti della band di musica irlandese Birkin tree. Insieme a Fabio Rinaudo, Michel Balatti e Filippo Gambetta fonda nel 2005 il gruppo di musica tradizionale ligure Liguriani. Con i Liguriani pubblica “Suoni dai Mondi Liguri” e “Stundai” presentati entrambi a La Stanza della Musica su RadioTre. Con i Liguriani partecipa a festival di grande rilevanza internazionale tra cui MITO 2010 e 2012 in Italia, l'International Folk Festival of Tolo d'Asturies 2009 in Spagna, Celtic connection 2011 in Scozia, Bardentreffen Festival 2015, TFF Rudolstadt 2013 e Rheingau Musik Festival 2012 e 2013 in Germania. Dal 2008 collabora, sia con i Liguriani, sia autonomamente, con l'attore Mauro Pirovano.
Nel 2012 pubblica il suo primo album solista La sostenibile essenza della leggera.
Dal 2014 collabora come violinista e percussionista con Vittorio Ghielmi e Dorothee Oberlinger, Ensemble 1700 e Il Suonar Parlante, con i quali registra l'album "The passion of musick" per Sony / Deutsch Harmonia Mundi, vincendo il premio Echo Klassik 2015. Attualmente è in uscita con il secondo album solista che si intitola "La gravità senza peso".


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LUCA LASTILLA “SOGNA LA REALTÀ” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTANTE FIORENTINO ESTRATTO DAL NUOVO ALBUM “L’ALTRO DA ME”





Con la produzione di Andrea Benassai della “Sonoria recording plant” - punto di riferimento per tantissimi artisti di spicco come Morandi, Masini, Modà – il brano mira, attraverso un linguaggio intimista, a comunicare un messaggio diretto e senza filtri che saprà smuovere l’emotività ancestrale dell’ascoltatore.

Sogna la realtà” è una canzone che racconta di come, nonostante sognare sia importante, ancora di maggiore priorità è il bisogno di concretezza e di guardare lucidamente il reale.


Il 9 marzo 2017 verrà pubblicato “L’altro da me”, il nono album di inediti del cantautore fiorentino che dopo aver festeggiato i suoi primi 20 anni di carriera, si ripropone con un album che lui stesso definisce “spaziale”, nel senso che si tratta di un album di 12 brani diversi l'uno dall'altro. Si spazia appunto, dal rock al pop più classico, passando per la dance, accarezzando un progressive rock per arrivare a ballate quasi di musica classica.
Nella produzione, oltre Andrea Benassai, si segnala la collaborazione di Franco Poggiali. Leonardo Lastilla (poeta e autore fratello di Luca) ha partecipato invece alla stesura dei testi, come Alessandro Hellmann (poliedrico autore e scrittore) e Francesca Lippi (giornalista e autrice).

BIO

Luca nasce a Firenze nel 1977. Artisticamente attivo dai primi anni ’90, muove i primi passi nel mondo musicale partecipando a manifestazioni come Festival Di Viareggio, Una Voce Per Sanremo, 50 Anni E Dintorni, Festival Di San Marino, classificandosi sempre nelle prime posizioni. Grazie alla collaborazione artistica con  Stefano Paoletti (compositore), suo fratello Leonardo (poeta e autore),  e Mario Fabiani (produttore musicale), realizza alcuni brani interessanti con i quali ottiene importanti passaggi radiotelevisivi come ad esempio nella trasmissione radiofonica di successo di Radio 1 RAI, “DEMO”, raggiungendo la 3° posizione nella classifica decretata dai radioascoltatori, ed anche  European Music Festival, trasmissione televisiva del canale satellitare 863 diSKY, trasmesso in rotazione per circa 2 mesi consecutivi. Nel 2004 partecipa alla selezione per il Festival di Sanremo, nel 2007 si classifica al primo posto nella sezione “Cantautori” nel 3° festival “Musica Senza Frontiere”. Partecipa al “Jpii Jammin’ Festival” manifestazione tributo a Giovanni Paolo II con il brano “L’INGANNO che lo porta al “Campanile Rock 2008”. Nel Novembre del 2008 Luca inizia la promozione del suo nuovo Album “Quello che Sento”, e partecipa al Gran Galà Per Telethon. Nell’estate del 2009 prende parte alla compilation “Rock 4 life” che raccoglie brani da autori emergenti in tutto il mondo, e che ha distribuzione su scala mondiale sia nei negozi che su i-Tunes. A settembre comincia a lavorare al suo quinto album, la cui uscita è prevista per fine maggio 2010. L’album contiene fra i brani, anche la versione italiana del celeberrimo brano di Michael Bublè “Home”. Il titolo del brano, “A casa da te”, darà anche il titolo all’album stesso. A fine anno esce una raccolta che racchiude i primi dieci anni di carriera di Luca, e che viene intitolata “3652 emozioni” e copre l’evoluzione artistica di Luca dai primi anni 90 fino ad oggi. Il 21 maggio 2010 esce il suo quinto album "A casa da te" distribuito dai più importanti digital stores, da cui vengono estratti due singoli. Il 15 maggio 2012 pubblica un nuovo album “Cercando”. Un album in cui l'autore si reinventa e investe tutto se stesso per riuscire a proporre, con nuovi mezzi e più convinzione, il messaggio di sempre: la sua musica, un pop d'autore, ricco di arrangiamenti rock, votati all'incisività. Così come i suoi testi che, anche se velati di una certa malinconia, contengono una grande forza espressiva. L'album riscuote grande successo che porterà l'artista ad esibirsi perfino a Mosca. Con il brano “La prima volta” vince un concorso su Radio 1 Rai e viene ospitato ed intervistato all'interno del programma “Citofonare Cuccarini” di Lorella Cuccarini. Il 30 marzo del 2015 pubblica il singolo “L’Equazione di Dirac”, canzone che ha per protagonista l’amore. Nel 2016 annuncia l’uscita del nuovo singolo Exodus. Nel 2017 pubblica il nuovo album “L’altro da me”.


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SITO: www.lucalastilla.com


Friday, March 17, 2017

Apericena culturale nel cuore di Porta Portese

Sabato 18 marzo, a partire dalle 18.00, Legno&Ferro ospiterà un grande evento a base di arte, cultura e buon cibo: in un’unica serata, sarà possibile assistere a un reading a più voci, visitando anche una mostra di oltre venti pittori che saranno esposti nelle due sale del locale, una arredata in legno e l’altra in ferro.
Legno&Ferro nasce a Roma come luogo aperto all’incontro tra il cibo e le arti visive, tra pittura e scrittura, tra poesia e racconti, tra cinema e immagini disegnate, tra artisti e proposte del pubblico, il tutto nel cuore dello storico mercato di Porta Portese.