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Wednesday, May 24, 2017

IL GRIDO ESCE L’OMONIMO ALBUM D’ESORDIO DELLA BAND ALTERNATIVE ROCK ROMANA PRODOTTO DALLA VOLUME! DISCOGRAFIA MODERNA


Un’identità ben precisa che spinge forte sulle distorsioni restando in equilibrio tra raffinatezza e noise, combinandosi all' impatto del rock declinato in diverse sfumature.

L' album de Il Grido è frutto di un lungo lavoro di ricerca da parte della band, che sente di dover fare un passo avanti rispetto al primo EP, uscito nel 2013.
Gli arrangiamenti avvolgono melodie particolari e testi diretti, i ritornelli cercano casa nella testa di chi ascolta.



«La particolarità de Il Grido è di essere una band formata da 4 musicisti già affermati e navigati singolarmente a livello professionale. Sembra però che le collaborazioni con questo o quell'artista, il manierismo legato ai generi musicali e le regole del mondo turnistico abbiano fatto sviluppare in ognuno dei componenti della band un forte e crescente bisogno di adiacenza ai propri soggettivi istinti, slegati da ogni convenzione imposta. Parliamo di quella voglia di grezzo che ti fa tornare alle origini, ai 3 accordi grunge, dopo aver perso troppo tempo in armonie totalmente inutili al tuo malessere.
E' così che il grunge si contamina del tuo cammino, che viene intriso di stoner, di alternative e perfino di elettronica. Le sonorità e le atmosfere sono tante, tutte diverse e a loro modo uniche. Un lavoro in cui il cervello, spontaneamente, filtra i bisogni viscerali che partono dallo stomaco. Cose autentiche e genuine quanto particolari e studiate. Suoni ruvidi e graffianti, limati però minuziosamente in ogni loro spigolo. Un tutorial su come e dove indirizzare la propria rabbia». Il Grido



TRACK BY TRACK

Amsterdam
Primo singolo lanciato. Tensione ed energia si incontrano sul filo del rasoio in un brano che racconta l’attimo d’attrazione fra due persone incorniciato dal suono di Amsterdam.


Zero
È la voglia di qualcosa di nuovo. È il numero da cui si parte, il numero di cose da portare con sé. È un cerchio vuoto da riempire di infinite possibilità.

La canzone di merda
La musica è uno degli specchi della cultura dei tempi. A musica di merda corrispondono tempi di merda.

Solo se luccica
Milioni di persone che arrivano nelle grandi città per emergere. Ma c'è da sgomitare, è meglio che impari a brillare più degli altri se vuoi che tutti ti vedano.

Un briciolo di noi
L’attimo in cui ci si stanca di combattere, l'ultimo pensiero prima di chiudere una porta e lasciare che una fragile storia si sgretoli.

Lividi
È una canzone d' amore. L' amore è qualcosa che si fa, non nascondete i segni che lascia sulla vostra pelle mostrateli e diffondete il suo messaggio.

Dichiarazione d' indifferenza
Un mondo in continua contraddizione trova una soluzione facile nell' indifferenza. Rivendichiamo il diritto di rivendicare, di dare fastidio, di spalmare il dentifricio sul viso delle coscienze addormentate.

Gospel For Chinaski
Una notte qualunque può capitare di sognare Bukowski, di stare affianco a lui al bancone di un pub lurido Questa è la trascrizione di quel dialogo, prima di riprendere coscienza. o forse perderla. Un gospel per l'uomo che ha reso sacri i peccati.

I presidenti
Finché far parte di una classe politica porterà privilegi a chi ne fa parte, non si lavorerà mai per il bene degli altri.

Con un soffio
Bisogna imparare a lasciar andare. Essere disposti a perdere una parte di sè, per lasciar nascere una nuova. Davanti alla consapevolezza della fine, si scioglie perfino il rancore. E' il pezzo di maggiore atmosfera del disco, il grido qui sussurra.

Cane sciolto
Strapparsi tutto di dosso, abbandonare ogni certezza, avere finalmente tra le mani una libertà totale. E non sapere che farsene. La linea sottile tra sentirsi unici ed essere soli.


Etichetta: Volume! Discografia moderna


Band:
Giuseppe Di Bianca - voce/chitarra
Andrea Jannicola - chitarra
Davide Costantini - basso
Lorenzo Spurio Pompili - batteria


BIO

Il Grido Nasce nel 2012 da un'idea di Andrea Jannicola (chitarra) e Giuseppe Di Bianca (voce), e già nell' anno successivo esce il primo Ep fatto da quattro inediti con relativi videoclip e una cover. Dopo diversi cambi la formazione diventa stabile e definitiva nel 2014 con Davide Costantini al basso e Lorenzo Spurio Pompili alla batteria. L'affiatamento ora è tanto, le prove si fanno regolari e intense e vanno di pari passo con una costante attività live tra festival, aperture a gruppi ben noti e clubs. Garage e palchi forgiano presto un suono nuovo dal carattere inconfondibile e undici pezzi di grande impatto che la band registra nel luglio 2016. Il primo disco de Il Grido verrà pubblicato il primo aprile 2017 sotto il marchio della Volume! Discografia moderna. Il resto è ancora tutto da scrivere.

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Tuesday, May 23, 2017

VALENTINO NEGRI “PENSAVO” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTANTE, AUTORE E PRODUTTORE DALL’IMPRONTA GLAM ROCK



Una ballad che assume le sembianze di una poesia in musica che fa da colonna sonora al viaggio introspettivo dell'autore e accompagna l’ascoltatore in una dimensione sempre in bilico fra sogno e riflessione.



Pensavo” è un brano nel quale si scorge in tutto e per tutto una sincera apertura del profondo dell'artista che scaturisce in un'intensa dichiarazione d'amore.
Se le frasi nelle strofe arrivano come lame, l'inciso è amore puro e rispecchia appieno le contraddizioni di “Black”, il disco da cui il singolo è tratto. Una linea melodica dolce e trascinata dove il suono dell'orchestra trasmette benessere con la leggerezza e la magistralità di una sinfonia teatrale che si ritrova anche visivamente nella scelta dell'ambientazione scenografica del video.
Valentino Negri dirige abilmente e autonomamente ogni singolo tassello del mosaico artistico creato, dal testo all’ideazione narrativa, dalla produzione alla regia del clip, consacrandosi così come vero e proprio “one man show”. Gli arrangiamenti nella parte compositiva sono stati invece scritti insieme a Eros Cristiani, noto musicista e compositore per molto tempo al fianco di Fabrizio De André, e vanta collaborazioni con Roberto Vecchioni, Nina Zilli, Mauro Pagani, Stanley Jordan.




Black è il titolo del primo album di Valentino Negri, un disco che consacra l'autore nella sua più viscerale intimità rock.
I quindici brani scritti e composti dal musicista, diversi tra loro per musica e stile ma legati dalla forte espressività della sua voce potente e penetrante, portano l'ascoltatore in un affascinante mondo guidato da testi veri spregiudicati, talvolta ironici e a volte crudi e passionali.
È così che, attraverso l'imprevedibilità della sua musica, Valentino Negri spazia da chitarre distorte e batterie violente ad archi, violini, da armoniche fino ad un assolo di sax per quindici brani destinati a lasciare il segno.

Etichetta: Proxima Centauri

BIO
Valentino, figlio d’arte, cresce con la musica nel sangue, grazie al padre Tino, cantante e bassista di molti artisti famosi affermati in Italia ed all’estero, primo fra tutti Drupi. E' cosi che comincia da piccolo a suonare la chitarra, il pianoforte ed a cantare attratto da mostri sacri come Beatles, Stones, Jim Morrison, Guns n’Roses, Nirvana e dagli Italiani Tenco, Buscaglione, De Gregori, Dalla, Vasco. E' la musica di questi grandi artisti che farà da colonna sonora all'infanzia di Valentino che cresce sui palchi, in tourné. All’età di 15 anni forma la sua prima band, che lo porterà in giro per i maggiori locali del nord Italia. È al fianco di Drupi che viaggia per il mondo; tra Repubblica Ceca, Francia, Canada, Germania, Polonia, Russia e Stati Uniti - in particolare in California - dove collabora in studio alla realizzazione di due album del famoso artista pavese, con alcuni tra i migliori musicisti del pianeta: Larry Dunn (Earth, Wind and Fire); Vinnie Colaiuta, Jim Crespo (Aerosmith); John Patitucci (Sting, Bon Jovi); Steve Tavaglione (Michael Jackson, Whitney Huston). Nasce così l'attrazione incontrollabile per l'America... quella ribelle, che lo porta a frequentare assiduamente il movimento musicale di Los Angeles. Sono questi i momenti in cui Valentino assorbe nei suoi ripetuti viaggi on the road le diverse sonorità e culture della musica con le quali viene a contatto, contagiando così inevitabilmente la sua musica rock di soul, blues, hip hop.
Firma per Drupi alcuni brani tra cui il singolo "L'ultimo tango" che registra subito un importantissimo successo in tutto l'Est Europa, e altre quattro tracce per lo stesso album del famoso artista. Continua a scrivere e suonare finché, dopo i successi riscontrati dalle sue esibizioni di apertura ai concerti di Drupi, decide di dare un senso alla sua musica iniziando cosi a lavorare al suo primo album.
Il primo singolo selezionato nelle sessanta nuove proposte Sanremo 2015, "Se" conta oggi più di 135.000 visualizzazioni YouTube, un grande seguito e le attenzioni di radio e stampa.
Arrivano poi gli altri videoclip dei singoli “2metri sottoterra”, “Nato Libero” e “Pensavo” che accompagna l'uscita del disco di Valentino.
Il primo e atteso album si intitola “BLACK”. Quindici brani inediti scritti composti e cantati e prodotti dallo stesso artista, che è anche cofondatore, insieme a Drupi, dell’etichetta Proxima Centauri.



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CAPITOLO 21 “ANARCHIA” È IL SINGOLO ESTRATTO DALL’EP “SOGNATORI” DELLA ROCK BAND FIORENTINA


Un brano impegnato che vuole essere un riflesso della rabbia di un popolo stanco di subire il degrado del proprio paese, incentivando ad uno spirito di ribellione garante di libertà e salvezza.

«L’idea nasce principalmente dal declino che l’Italia ha vissuto negli anni e vive tuttora, un paese fondato sull’incertezza, sulla bugia e sulla disparità tra la popolazione e chi si trova ai vertici. Un paese dai mille volti che di certo non aiuta la gente a crearsi una base solida su cui appoggiare il proprio futuro. Il pezzo vuole riflettere la rabbia di tutte le persone, non per un solo schieramento politico o una sola ideologia, vuole semplicemente descrivere la sensazione di chi vive in un paese, o meglio in un mondo, dove non si ha certezza che quello che viene promesso e detto da chi è incaricato di prendere delle decisioni importanti sia vero. Noi che viviamo tutti i giorni normalmente, noi che affrontiamo tutte le difficoltà ogni giorno e che combattiamo contro gli eventi semplicemente per tirare avanti siamo alla mercé di chi di difficoltà non ne ha mai viste e si permette anche di raccontare frottole per convincerci che tutto andrà bene. Il pezzo vuole solo far capire che un cambiamento può e deve esserci ma che ciò è possibile solo grazie a noi. Rabbia e musica, cambiamento e ribellione da parte delle pecore nere che alla fine si ritrovano in maggioranza contro chi muove i fili da dietro le quinte». Capitolo 21




Il brano è estratto dall’Ep “Sognatori”. Il progetto nasce dall’idea dei ragazzi di dare un corpo alle proprie produzioni originali, per farle così arrivare al pubblico. I pezzi sono una descrizione di ciò che il gruppo pensa, sono rappresentazioni di vicende di tutti i giorni, storie su carta e su musica, che il gruppo vuole trasmettere attraverso i propri strumenti. Il disco nasce, come precursore del vero e proprio album (previsto nel prossimo futuro), da una collaborazione tra i Capitolo 21 e lo studio di registrazione “D-Pot”, sotto il sound engineer Fabrizio Simoncioni. Il gruppo si ispira a band italiane e internazionali, contemporanee e non. Tra le principali influenze del gruppo ci sono artisti come i Coldplay, i Muse, i Sum 41, i Negramaro, Ligabue, Elisa, James Bay, i Green Day e molti altri. La band cerca di creare un pop/rock italiano, allontanandosi dai testi in lingua inglese tipici del genere e cercando di dare ad ogni pezzo un’impronta originale e caratterizzante.

Formazione Mattia Maccioni – Voce e Chitarra Marcello stride – Chitarra francesco Procida – Basso Mattia Altamore – Batteria
BIO
Capitolo 21 nascono nel 2013 a Firenze. I quattro componenti, Mattia Maccioni, Marcello Stride, Francesco Procida e Mattia Altamore vengono da esperienze musicali e studi differenti e cominciano subito a lavorare sulle basi di un progetto incompiuto di alcuni di loro, modificandone lo stile e le sonorità e ultimandolo, fino ad arrivare alla realizzazione del primo EP. Durante questo percorso, di fianco al lavoro di prova e di composizione verso il suddetto EP, il gruppo comincia a esibirsi in diverse serate su tutto il territorio toscano, allo “Alchemist” di Empoli, al “Combo” e a “Viscanto”, un concorso nei pressi di Pisa. L’EP si compone dei primi 5 inediti del gruppo, “Anarchia”, “Se Rido non è Per Te”, “Sognatori”, “Novembre”, “Il Mondo Chiuso in una Mano” e si intitola “Sognatori”, citando sì il pezzo omonimo ma cercando di trasmettere anche il sogno che per tre anni ha guidato il gruppo alla realizzazione del progetto.

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“Storie di donne” per la rassegna “Corto Circuito Teatrale” al Teatro Petrolini

Nell’ambito della rassegna “Corto Circuito Teatrale” organizzata dal Consorzio Teatro Amatoriale Con.Te.A.  al Teatro Petrolini di Roma in via Rubattino, 5 andrà in scena sabato 27 maggio 2017 alle ore 21 “Storie di donne” di Carlangelo Scillamà Chiarandà diretto da Carlo Cianfarini. In scena Barbara Patarini, Simone Balletti, Chiara Pavoni, Luisanna Arias. Trucco e costumi di Roberta Budicin.

Saturday, May 20, 2017

In libreria ‘Nato per arrivare lontano’, la storia vera di un artista del narcotraffico mondiale

Un esordio letterario particolare per due autori impegnati nel sociale. “Nato per arrivare lontano” è un romanzo fuori dall’ordinario su temi universali fondamentali che riguardano la vita di ognuno di noi: il conflitto tra ambizione e ricerca della felicità, potere e realizzazione personale, successo e ricerca delle proprie radici.

Friday, May 19, 2017

DIEGO ESPOSITO “VECCHIO ELIPORTO” È IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “..È PIÙ COMODO SE DORMI DA ME”



Un luogo metaforico attraverso cui poter osservare il mondo esterno e poter coltivare quello interiore, viene raccontato in musica da un cantautorato pop che fa divertire e riflettere allo stesso tempo.

Una storia a sé. Un vecchio eliporto che fa da scenario a riflessioni e avventure, e da dove l’autore osserva una società colma di farneticazioni. Un luogo dove ballare, in cui forse scappare, da recuperare. L’eliporto è una metafora di quello spazio interiore che fa da punto di osservazione di un'epoca inquadrata fra cliché e “bla bla bla”.





Il pezzo è contenuto nell’album "..è più comodo se dormi da me" realizzato con la collaborazione e direzione artistica del cantautore ligure Zibba.

DICONO DI LUI

«Colpisce nel segno la voce di Esposito, appena graffiata ma sicura ed intonata che sa fare benissimo il mestiere di narratore, impegnata in testi assai poco scontati e ben gestiti tra rime, metriche e melodice […] c’è semplicità in questo lavoro, c’è gusto per la scrittura e ci sono idee fresche che sanno come far bella e fascinosa la forma alle canzoni». Gianluca Clerici – RaroPiù

«Un disco sincero, scritto con personalità acustica e strumenti veri […] Diego Esposito è una realtà da tenere sotto controllo». Fabio Fiume – All Music Italia

«Un pop leggerissimo, quasi vellutato, dai suoni spesso acustici, accomodanti e mai spigolosi […] un esordio sicuramente ricco di efficacia e di maturità che non cerca la rivoluzione in alcuna misura ma sa farsi grande con la semplicità». Alba Cosentino – FullSong

«Dietro le melodie ed il suono assai pulito e composto ci sono testi assai impegnativi, per niente appesantiti da un linguaggio altisonante e ricercato […] sottile di intelligenza ed attento ai messaggi da lasciare». Blog della Musica

«Questo disco ci sembra proprio maturo e di bellissimo impatto, freschissimo e sulla buona strada di quale personalità mettere in scena». LoudVision

«Un cantautore che con le parole ci sa fare e le sceglie con cura […] le sa lasciare sospese e ricche di emozione». Paolo Polidoro – Musicalnews

«Bella la voce graffiata appena, bellissimi i testi – semplici e mai presuntuosi – belle le melodie che sono popolari in senso attuale del termine. Bello insomma il risultato […] Diego Esposito fa del sano pop, acustico, semplice, trasparente e privo di computer ossessivi». Marco Vittoria – VentoNuovo

«Potremmo definirlo come uno dei nuovi talenti della canzone d’autore italiana, ricco di ispirazione e di radici forti a cui appigliarsi per fare sicura e bella la sua musica». ExitWell

«Suoni importanti per testi sensibilmente curati in un sound pulitissimo e decisamente italiano». Radio Tweet Italia

«Questo disco ci regala 9 inediti di musica leggera italiana raffinata e conservatrice, classico pop dai suoni rilassati e incisi con colori di pastello». Box Musica

«Un lavoro bellissimo, di bellissimo pop d’autore, con suoni caldi e ben cesellati, una produzione assolutamente di livello, coerente e pulita». Paolo Tocco – DeaPress

«Canzoni d’autore leggere e ricche di un suono normale […] un drumming pop dritto e sicuro, trame di chitarre acustiche ed elettriche assai regolari, suoni decisi, italianissimi, precisi sul battere e puliti nelle code». Luciano Di Michele – Free Sound Magazine

«Semplice. Sincero. Pulito. Onesto. Coerente. […] Diego Esposito ci sa fare, come cantante e come scrittore». Alessandro Riva – Music Letter

«Un album sincero che saprà conquistarvi sin dal primo ascolto». Vanni Versini – Onda Musicale  

Etichetta: Rusty Records

BIO

Cantautore classe 1986, toscano per caso, i genitori campani partirono da Napoli in cerca di un futuro e si fermarono per casualità a Castelfiorentino, dal quale non se ne sono più andati. Nel 2006 Diego si trasferisce da Milano iscrivendosi e diplomandosi al MAS (music - arts & show), si rende conto più chiaramente della sua inclinazione autorale, approfondisce lo studio della chitarra, pianoforte e tecnica vocale. La sua scrittura è zucchero e limone fra i denti, agrodolce e genuina, come i gesti di un tempo, come quando con un sorriso si chiedeva il pane al vicino. Un linguaggio efficace e semplice, pieno di guizzi freschi che ne contaminano l'essenza, ama riscoprire la qualità e la bellezza di una certa melodia italiana, cosa che il nostro panorama musicale ad oggi forse ha perso. Traduce in musica le sue esperienze e le sue influenze che vanno da Lucio Dalla a Damien Rice, dal sole della Toscana, a illusioni di indipendenza delle grigie periferie milanesi, e di quel tutto e tanto altro che a ognuno di noi passa per la vita. Da anni si esibisce quotidianamente live in piccole-medi contesti, finalista più volte a Musicultura e Sanremo Lab collabora in qualità di autore con Paolo Lagosta e Lenny De Luca presso lo studio Lagosta Bross.
Menzioni speciali:
-Finalista alle home-visit nella squadra di Elio in XFACTOR 2015
-Finalista al “Premio De André 2015”
-Nel dicembre 2015 viene invitato in Cina dall’ambasciata Italiana, durante un gemellaggio ufficiale a rappresentare il nuovo ca-Nel 2016 porta a termine con successo la sua campagna di crowdfunding sulla piattaforma di MUSICRAISER per autofinanziarsi il suo EP.
-Durante la realizzazione del suo primo album, conosce il cantautore Zibba, che colpito dal suo lavoro, decide di collaborare alla realizzazione dell'album offrendo la sua collaborazione\direzione artistica e facendogli aprire gli ultimi concerti del suo tour.
Il 2016 è l’anno del suo primo album "..è più comodo se dormi da me" prodotto dall’etichetta milanese Rusty Records.



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Etichetta Rusty Records: artisti@rustyrecords.net


Wednesday, May 17, 2017

LUCA D’ALESSANDRO “FATTI COSÌ” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “LA PRIMAVERA DELLA LIBERTÀ”



Il cantautore propone un brano leggero e delicato che sfiora il genere pop attraverso tematiche che incitano alla positività nei confronti della vita.

Fatti così” è un inno all’essere umano, un invito a fidarsi di questa vita che alla fine è l’unica che ci vuole vivi per ricordarsi chi siamo e respirare a pieni polmoni.



Il singolo è tratto dall’omonimo album “La primavera della libertà” per la produzione artistica dei Lo Greco Bros, jazzisti internazionali produttori tra l’altro di “This is what you are" di Mario Biondi. 

«Questo album rappresenta per me un giro di boa. Un cammino di ritorno a me stesso. Si dice che il percorso di ritorno a sé sia l’accettare completamente quello di andata. Quello che rappresenterà per chi lo ascolta certo non posso deciderlo io. Ogni canzone è uno specchio dentro al quale riflettersi e riconoscersi Vivi.
In questo disco parlo di relazioni e d’amore, perché non si può davvero parlare d’altro. Ci sono canzoni nelle quali parlo a me stesso, altre nelle quali parlo ad una persona amata ma in fondo parlo solo alla Vita cioè alla cosa più importante di tutte. Perché ogni singolo giorno, ovunque tu sia ci sei sempre e solo tu, la vita e l’amore»Luca D’Alessandro


BIO
Luca D’Alessandro, settembre 1979, autore e cantautore ligure ma milanese d’adozione. Imbraccia la prima chitarra a 15 anni e inizia a scrivere la sue prime canzoni, ma nessuno lo ha mai saputo. All'attivo ha più di 100 brani ma vissuti sempre come un diario privato. Questa riservatezza gli fa prendere una strada diversa da quella della musica. Fin da giovane si appassiona e si dedica allo studio dell’essere umano. Nel 2008 esce il suo primo libro frutto delle sue ricerche. Ne arrivano altri due nel 2011 e nel 2014. Da anni tiene conferenze in Italia, Svizzera e Spagna, in due lingue, portando in giro la sua visione su un nuovo modo di pensare e di vivere. Ha scritto e recitato in un opera di teatro, ha scritto per il cinema, è stato protagonista in Spagna (e Sudamerica) di un docu-film ispirato ad un suo libro. Nel 2015 arriva una scintilla che riaccende la sua passione profonda di scrivere musica e così nel 2016 pubblica il suo primo album dal titolo “La primavera della libertà”.



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IRON MAIS “THE RHYTHM OF THE NIGHT” È LA COVER DELLA CELEBRE CANZONE EURODANCE DEI CORONA REINTERPRETATA IN CHIAVE WESTERN DELLA BAND COWPUNK PIÙ FAMOSA D’ITALIA



Dopo l’esaltante partecipazione ad X-Factor Italia, l’eclettica band che un unisce folk, bluegrass, country e incisi western, propone la rivisitazione in totale stile “Iron Mais” di uno dei brani eurodance che ha fatto più ballare negli anni ’90.

Oltre che stravolgere classici del rock e del metal, gli Iron Mais questa volta hanno pensato di riproporre un pezzo storico della dance dei primi anni Novanta… “The Rhythm of the night” in una versione più western, più cupa, con cavalcate, inserti Morriconiani. Il ritmo incalzante degli strumenti acustici ha coinvolto anche Olga Maia de Souza, front woman dei Corona (gruppo dance che lanciò il pezzo), portandola a partecipare al video insieme alla band.







Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo. La track list si compone di sei rivisitazioni di brani del calibro di “Another brick in the wall” dei Pink Floyd o “Killing in the name” dei RATM (Rage Against The Machine), ma soprattutto dei sei brani inediti che la band propone passando dalle comode ballate ironiche di “Lambro River” ai ritmi serrati di “Cucù”, “Drink and Drive” e “Grano Duro” fino al rock’n’roll italiano di “Friendshit” e “Ahi Che Dolor”. I testi sono racconti, sfoghi, proteste, provocazioni ma sempre con l’ironia che contraddistingue la band.

Radio date singolo: 5 maggio 2017
Uscita album: 19 maggio 2017
Etichetta: Maninalto!


BIO

Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno 
stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).
Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre 
talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.
La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).




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Canale YouTube Maninalto! www.youtube.com/user/MANINALTOxxxRECORDS




Tuesday, May 16, 2017

IMARÀ “PRIMAVERA VERRÀ” È IL NUOVO SINGOLO DEL DUO EMERGENTE COMPOSTO DA INNOCENZO E VIELLA ARMINANTE




Uno sguardo ironico sui temi della vita quotidiana: sconfitte e speranze di tutti i giorni vengono raccontate paradossalmente attraverso un sound fresco e solare.


Primavera verrà” prende forma al GiRo Studio di Milano grazie alla collaborazione con il produttore artistico e arrangiatore Giovanni Rosina, assieme al quale, gli Imarà costruiscono letteralmente la canzone, partendo dall’idea di base del ritornello.
Anche se in fondo, il testo, soprattutto nelle strofe, parla di un malessere, ”Primavera verrà”, resta fondamentalmente una canzone di speranza. Per questo motivo si è deciso di adottare un sound solare, con richiami alla musica messicana dei mariachi, al reggae, ma anche all’elettronica.



L’arrangiamento (come anche il missaggio e il mastering) è stato ultimato presso il GiRo Studio di Milano da Giovanni Rosina che ha registrato anche tastiere e chitarre.
Le voci sono invece state registrate presso lo Studio Music club di Lorenzo Sebastiani.
Imarà è il nome artistico che ingloba il duo emergente composto da Innocenzo Arminante e da sua sorella Viella. “Primavera verrà” è il loro singolo di lancio.



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Tuesday, May 09, 2017

IVAN ROMANO “SALENTO” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “L’INVENTORE SALTUARIO”



Il ritratto di uno scorcio di vita trascorsa in Salento incorniciato amabilmente da venature folk cantautorali.

Il cantautore campano racconta della vacanza trascorsa in Salento, descrive in modo semplice le scene che egli stesso vive, raccontando la vita di stenti da pescatore di un padre e di un figlio. Disegna il paesaggio e le sue rocce da cui si aprono splendide grotte lungo la costa adriatica, sopra le quali si scorgono folti vegetazioni di ulivi secolari, la cui produzione di olio servirà a condire la cena di tanti innamorati.


Il singolo è tratto dall’album “L’inventore saltuario”:
«I testi e gli arrangiamenti sono frutto di un lungo studio condotto da me (Voce, basso, Piano, Chitarra e Kazoo) grazie alla sinergia dei ritmi Latini di Antonio De Nisi (Batteria) e di Angelo Marino (Percussioni), accompagnati dalla seducente Fisarmonica Folk/jazz di Carmine Ioanna, dai colori decisi della Tromba e del Flicorno Soprano di Nicola Albanese, dalle note soavi del Flauto di Giuseppe Branca, dalle dolci note di Pianoforte di Massimo Palumbo nei brani “Ma è difficile farlo” ed “Irpinia” e dalla Tammorra ed il coro di Lorella Monti in un brano “Irpinia”. Amore, passione per la musica, per la donna, per la propria terra - “L’Irpinia” - sono gli elementi distintivi di un’opera dove il tema sociale della emigrazione diventa “sofferenza” ma anche atto di grande “coraggio”. E dalle calde terre del Sud si intreccia la storia complicata tra una madre e una figlia dove torna incontrastato il tema dell’amore e lo struggente legame che da sempre anima il rapporto tra generazioni diverse». Ivan Romano

DICONO DI LUI

"Ivan Romano, polistrumentista, compositore e cantautore, porta a casa il primo suo personale lavoro a cui restituisce un suono classico popolare ma che marchia a fuoco con una personalità eccentrica da inventore e visionario”. Marco Vittoria, Vento Nuovo
"Sono presto identificate a grandi linee i confini di questo lavoro che abbraccia in accezioni molto terrene quella che è la canzone tradizionale del popolo.” Exit Well

"Un artista poliedrico e polistrumentista che porta a casa un bel disco”Luca Marsi, Full Song
"Esce fuori la personalità di un compositore ed un giocoliere di voce e di parola. Il suo disco parla di vita, di rapporti, di genitori, di figli e di tanto altro.” Marco Vigliani, Sound Contest
"A questo punto il disco è finito e quindi, che dire? Dico che è veramente un bell’album, un lavoro pieno di passione, sentimento ed impegno. Un perfetto equilibrio tra jazz e folk con una giusta dose di cantautorato che strizza l’occhio al blues.” Vanni Versini, Onda Musicale
"Un buon ascolto per iniziare bene la giornata...” Paolo Polidoro, Musical News
"Folk cantautorale e ritmi latini, accompagnano i suoni colorati che fisarmonica, flicorno e tromba, insieme a basso, piano e chitarra, compongono un’opera musicale di grande spessore.” Rosa Di Girolamo, My Dreams

"Un disco che parla di vita quello di Ivan Romano mescolando, forse, la sua storia con quella degli altri.” Blog Della Musica

“L’Inventore Saltuario” è un lavoro che convince grazie alla capacità di elaborare soluzioni interessanti come l’unione di percussioni latineggianti, fiati, piano e fisarmonica e di legarle a testi profondi e sempre godibili”. Piergiuseppe Lippolis, Music Map
"Un album eclettico e gradevole, che cattura l’attenzione e conquista per originalità, all’ascolto ogni brano vive di vita propria ma segue un cammino ben strutturato che concatena tutto il lavoro”. Quadri Project

“L’istinto che arriva puntuale a dar man forte (anzi determinante) alla passione che nel disco di Romano esce più di ogni altra cosa”. Free Sound Magazine

"Un disco colorato, istrionico nella sua propensione al folk, teatrale senza risultare attoriale o artificioso, ma in un equilibrio precario nei toni.” GTB Rewies

"Ritmi latini e musiche tradizionali accompagnano testi che parlano di sentimenti, passione, emigrazione, amore per la propria terra, coraggio e scontri generazionali”.
 Eleonora Montesanti, La Musica Rock

"Sono ben nove tracce dove convivono con grande armonia contaminazioni che vanno dal folk, al jazz, al cantautorale, al jazz. Trattasi di disco d’esordio…e che esordio!”
 Giovanni D’Iàpico, Audiofollia
"Questo interessante esordio discografico è caratterizzato da una certa cura nelle melodia e da una sorprendente capacità lirica.”
 Viva Low Cost

"L'approccio folk dell'arte affascina sempre, al di là anche dei gusti musicali di ognuno e il disco di Ivan Romano ci fa dimenticare l’aspetto modaiolo e uniformato della musica che imperversa, per farci entrare nella dimensione lenta e magica della provincia”. 
Clap Bands
"Ticchettio alla finestra, apre una fisarmonica. Ci piace e conforta l’impiego abbondante che dello strumento scopriamo nel seguito del lavoro”. Giuseppe Sanalitro, Musica Intorno
"Un album fruibile che riesce a trascinare sia dal punto di vista melodico che da quello ritmico, “L’inventore saltuario” saprà farsi apprezzare sia dagli amanti del genere che dall’ascoltatore medio alla ricerca di una canzone da canticchiare.” Messalina
"Il disco mescola influenze diversificate che spaziano dalle melodie della tradizione musicale campana ai ritmi latini, con l’aggiunta di una particolare cura per i testi in cui a dominare è il tema dell’amore, ora per una donna, ora per la musica ora ancora per la propria terra.” Blog Folk
"L'album "L'inventore saltuario" di Ivan Romano è musica, latina, napoletana, folk, jazz, pop. Tutta, miscelata sapientemente per creare un cocktail armonioso e raffinato. Da ballare, assaporare, ascoltare, lasciandosi trasportare in un viaggio in un luogo non luogo. La musica, quella vera.” Causa Ed Effetto

"Un folk che però non si limita alla tradizione, ma spazia per mezzo di strumenti come il kazoo e il flicorno fino alle sonorità dell’america latina. Sound latino che il disco assume  sin dalla prima canzone”. Edward Agrippino Margarone, Non Sense Mag


Etichetta: Arie Record Studio

BIO
Ivan Romano è un cantautore folk che ha composto oltre 100 canzoni dal genere cantautorale folk al rock psichedelico, ha scritto anche brani per altri cantanti ed ha inciso 3 album con la band “ARIE”.
Nel 2016 decide di intraprendere un nuovo viaggio musicale con un progetto discografico da solista.
Il 25 agosto 2016 ha pubblicato il suo primo album dal titolo “L’inventore Saltuario”, il suo stile potremmo definirlo "folk cantautorale con varie sfumature". Il nuovo progetto viene raccontato dal Cantautore attraverso 9 brani a cui hanno partecipato vari musicisti. A luglio 2017 uscirà il suo nuovo album: “I Giovani e la Tradizione”, un album di 13 canzoni inedite, sarà accompagnato in tour da una big band di 13 musicisti di qualità e con una compagnia Teatrale ed artisti circensi, in un progetto innovativo “Video live concept”, andrà in scena nei Teatri dal prossimo autunno.


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